Avere la casa sempre sognata: l’ingrediente invisibile

Laura Bassignana - Interior Designer
Le guardavo avvolte in quell’abbraccio che, in quel momento, mi sembrava eterno.
Entrambe avevano gli occhi lucidi e forse avevano anche lasciato scorrere qualche lacrima, celata dai loro capelli.
Come due amiche che, al termine di un lungo e avventuroso viaggio, si salutano per tornare alle loro case.
Pochi attimi dopo, usciti da quell’appartamento, io e Laura ci guardavamo in silenzio, vedevo l’emozione nei suoi occhi; ed io evitavo di parlare per non far trasparire quel nodo in gola che aveva preso anche me (me l’ha sempre detto mia mamma che sono troppo sensibile!)

Abbiamo concluso così, rinunciando volentieri alla pausa pranzo, la consegna della nuova casa a Raffaella ed Enrico.

Tutto è iniziato quasi un anno fa, quando Raffaella si è incontrata per la prima volta con Laura (HOMEredesigner).
Raffaella, dopo 20 anni vissuti insieme ad Enrico nella loro prima casa e portati all’adolescenza i loro figli, finalmente avevano raggiunto le condizioni per realizzare la casa dei loro sogni.

Ma quanti dubbi erano emersi in quel primo appuntamento: “Riusciremo a creare delle camerette abbastanza grandi per le ragazze “, “ E la nostra cucina, a cui siamo tanto affezionati, riusciremo a riutilizzarla?” , “Vorrei un bagno con la vasca, riusciamo a farcela stare?”, “ E poi vorrei…, mi piacerebbe tanto…”

Dopo quel primo incontro, ne sono seguiti tanti altri e, come quando si progetta un viaggio, ogni volta riprendevano la mappa e tracciavano un pezzo di percorso.
Ad ogni crocevia passavano ore a decidere quale fosse la scelta migliore per raggiungere la meta.
Ma la decisione di come e se riadattare la cucina rimaneva sempre al bivio.
Terminata la pianificazione generale, finalmente si poteva partire.
Tutto pronto! Progetti fatti, permessi ottenuti, soldi in banca. Via… si parte con le demolizioni.

Ma si sa… un viaggio, per tanto che si pianifichi, presenta sempre qualche piccolo o grande imprevisto.
Questa volta l’imprevisto era del genere “grande”: a causa del lockdown avevamo dovuto bloccare il cantiere.

Per chi sta affrontando un viaggio, restare bloccati a metà strada, senza sapere se e quando si potrà ripartire (non so se lo hai mai provato), ma è a dir poco frustrante. E così Laura e la sua “compagna di viaggio” con tutta la sua famiglia, sono rimasti ingessati in quella difficile situazione.

Il resto della storia non te lo racconto, ormai sai com’é andata a finire.

Ti lascio a qualche immagine della nuova casa (così soddisfo anche la mia parte vanitosa di fotografo).
Dopo troverai  qual è “l’ingrediente invisibile” che fa la differenza tra una realizzazione di successo una normale ristrutturazione.

Il corridoio

Il salone

La cucina

I bagni

I bagni

L’ingrediente invisibile

Da un professionista, com’è Laura e come sono i nostri HOMEredesigner, ci si attende che sappiano ascoltare le esigenze del cliente e sviluppare un progetto che, una volta realizzato, soddisfi i desideri iniziali.

Ma perché qualche volta arriviamo a commuoverci insieme al cliente per la gioia del risultato ottenuto e altre no?

Credo che l’ingrediente invisibile stia nel coinvolgimento e nella passione; e perdonami se uso un termine un po’ forte, ma vorrei dire nell’”amore” che il professionista mette in quel progetto.

Già… ma l’”amore” per un progetto non arriva a comando: è come un seme che può svilupparsi e crescere solo se ci sono le condizioni a lui favorevoli.
Come quando pianifichi un viaggio con un amico: non puoi sapere prima se quell’amico è la persona giusta per fare quel viaggio; lo scopri solo nel momento in cui inizi a pianificare. In quei momenti puoi sentire crescere l’entusiasmo opporre comprendere che non siete fatti per viaggiare insieme.

E, tornando alla storia di Laura e Raffaella , quest’“amore” si è sviluppato giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, perché vi erano tutte le condizioni favorevoli.

La morale di questa storia:
quando si tratta di realizzare la propria casa, non basta trovare un professionista, uno che segua un metodo, uno di cui ci hanno parlato bene.
Serve il tempo necessario affinché, se ci sono le condizioni, nasca e si sviluppi una relazione tra persona e persona che farà nascere dentro al designer l’elemento invisibile: “la passione per la tua casa”.

Per questo motivo il punto 9 del nostro manifesto recita:
Il re-design evolve alla sua stesura finale solo tramite una continua interazione cliente-progettista; la co-progettazione è alla base del metodo HOME REDESIGN.

P.S.
Non ti ho detto di com’è andata con la cucina.

Alla fine Laura è riuscita a riuscita a re-disegnare e trasformare la vecchia cucina a cui Raffaella era tanto affezionata.

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